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il mio blog è come la mia casa, chi vi entra sa di poter trovare accoglienza e conforto, ma con la spada vigile che protegge dal male.

domenica 30 dicembre 2012

Le anime nere del movimento arancione


rivoluzione-civile-ingroia








pubblico un articolo di Luigi Ippolito del 2004, giusto per apprezzare la bontà del movimento arancione di Kiev, il simbolo sopra fotografato è una casuale rappresentazione dei due diversi movimenti uniti dal colore arancione.

Dietro le manifestazioni festose e spontanee anche organizzazioni nazionalistiche e neofasciste

DAL NOSTRO INVIATO KIEV - A unirli è l' arancione, che a Kiev tinge tutto quello che incontra, dai cappelli alle sciarpe ai maglioni: il colore dei sostenitori di Viktor Yushchenko, il colore della rivoluzione ucraina del 2004. Ma sotto l' apparente tinta unita si celano diverse anime, alcune festose e spontanee, altre più plumbee e inquietanti. Senza dubbio, un movimento che ha portato in piazza in tutta l' Ucraina milioni di persone non può essere solo il frutto di un «complotto occidentale», come hanno denunciato i partigiani del filo-russo Viktor Yanukovich. E basta affacciarsi sul centro di Kiev per capirlo: è come se tutto Corso Vittorio Emanuele a Milano, o Via del Corso a Roma, fossero state trasformate in una immensa tendopoli dove vivono accampate da settimane migliaia di persone, per lo più giovani e giovanissimi. In un' atmosfera di festa permanente, con canti, balli, slogan, striscioni, amicizie e persino matrimoni. Tuttavia tanto entusiasmo ha un nocciolo duro, che va sotto il nome di «Pora» (È l' ora): questa organizzazione per lo più studentesca e giovanile ha le sue radici nei gruppi di protesta democratici e nazionalisti della fine degli Anni Novanta. Ma per forgiare il nucleo che ha costituito la punta di lancia della rivoluzione arancione è stata necessaria l' assistenza straniera, fornita dai serbi di «Otpor» (Resistenza), il movimento che ha rovesciato a Belgrado Slobodan Milosevic: i militanti ucraini di «Pora» hanno seguito seminari di «disobbedienza civile» e «organizzazione di massa» in Serbia e si sono poi giovati in patria dell' assistenza di un gruppo di consiglieri venuti apposta da Belgrado. Gli avversari di Yushchenko hanno visto in questo intervento serbo la mano dei servizi di intelligence americani o quanto meno i loro fondi. Anche se «Pora» ha sempre negato di aver ricevuto finanziamenti diretti dall' America. L' organizzazione è comparsa sulla scena nel marzo del 2004, con obiettivi limitati e una struttura organizzativa abbastanza semplice, basata sul reclutamento di giovani volontari e sulla disseminazione di informazioni via internet. I suoi militanti sono energici, ben motivati e a loro agio con le nuove tecnologie: tutte caratteristiche che ci si può aspettare da giovani professionisti urbani. «Pora» ha evitato di dotarsi di una leadership di alto profilo a favore di iniziative locali e di un gruppo di coordinatori centrali: fin dall' inizio ha sottolineato che non si sarebbe legata a nessun partito politico determinato, ma la polarizzazione della società durante la campagna elettorale ha finito per associare «Pora» con il movimento dei sostenitori di Yushchenko. «Pora» ha chiaramente svolto un ruolo fondamentale nel dare una scossa all' opposizione costituzionale che si era venuta coagulando attorno a Yushchenko. Le sue manifestazioni nel centro di Kiev e in altre città hanno dato all' opposizione il controllo fisico dei centri urbani in buona parte dell' Ucraina, eccettuato la zona orientale filo-russa. Con l' elezione di Yushchenko, «Pora» ha ottenuto il suo scopo immediato: ma ora è difficile che un tale movimento possa sciogliersi d' improvviso ed è molto probabile che continuerà a svolgere un ruolo decisivo nel cammino della democrazia ucraina. Una strada sulla quale si aggirano, però, anche ombre oscure che si affacciano dal passato. Nella tendopoli di Kiev spicca fra le altre la postazione dell' Una-Unso, decorata con croci para-celtiche e bandiere rosse e nere. Sono i neofascisti ucraini, le cui brigate si sono mischiate col movimento arancione, rappresentandone la frangia estrema nazionalista. Questo gruppo affonda le sue radici nel passato, in uno dei capitoli più bui della storia ucraina. L' Oun (Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini) aveva iniziato nel 1929 i suoi attacchi armati contro il potere sovietico in Ucraina. Durante la seconda guerra mondiale, il suo capo, Stepan Bandera, combattè a fianco degli occupanti nazisti. Nel 1941 il suo principale generale, Shuskievitch, indossando l' uniforme tedesca, si rese responsabile dello sterminio di migliaia di ebrei. Dopo la caduta dell' Unione Sovietica, i successori dell' Oun hanno fondato l' Una-Unso (Assemblea nazionale ucraina - Autodifesa popolare dell' Ucraina). Fra il 1999 e il 2000, questi neonazisti hanno incendiato a Leopoli case di comunisti, russi ed ebrei. E in questa regione l' ex dirigente dell' Una-Unso, Andry Shkil, è stato eletto al parlamento con il sostegno del partito di Yushchenko. Nella regione di Leopoli, roccaforte della rivoluzione arancione, le ex SS hanno ottenuto le stesse pensioni degli ex combattenti contro il nazismo. E il sito internet dell' Una-Unso ha fatto propaganda fin dall' inizio per Yushchenko. Ma non sarà con questo fardello che l' Ucraina arancione entrerà in Europa. Luigi Ippolito
Ippolito Luigi
Pagina 16
(28 dicembre 2004) - Corriere della Sera

domenica 23 dicembre 2012

Buon 2013 Italia


Dunque, la fine del mondo secondo leggenda Maya è superata, parevano i segreti di Fatima o le frasi ermetiche delle predizioni di Nostradamus, in sostanza grandissime stronzate!
Ed eccoci alla fine di un tormentato 2012 alle porte di un nuovo, ma non credo innovativo, anno 2013. L'Italia è allo stremo delle forze e la crisi europea non accenna a calmarsi, colpa delle grandi speculazioni corporative di banche assettate di sangue finanziario, di scelte politiche nazionalistiche (vedi Francia e Germania) che avevano il solo scopo di rafforzare l'economia interna in previsione di una crisi nata anni fa negli States per colpa di politiche sociali ed economiche disastrose a cura di mister Obama e mister Bush.
Ovviamente il tutto a spese degli stati comunitari già traballanti, per tutti quegli aspetti di economia e di politica cialtrona (Italia, Spagna e Grecia). In primis lo stato da sacrificare è stata la Grecia, che aveva un livello di corruzione e di casse vuote indicibile, poi Spagna e la beneamata nostra italietta degli inciucci e del “tira a campare”.
Ora abbiamo appena mandato a casa un governo di banchieri e grandi maestri accademici, vecchi burocrati strapagati, senza nessuna possibilità di ricatto in quanto già super pensionati e con eccellenti carriere arrivate al culmine della realizzazione, in grande parte coltivate a servizio della stessa politica a cui dovevano togliere le castagne dal fuoco.
Ora le castagne sono bruciate, e con loro i risparmi delle famiglie che hanno dovuto sobbarcarsi la grande parte di questa correzione di tendenza per fare cassa.
Ma di fatto cosa è successo? Si è creata questa famigerata campagna di disinformazione in cui si parlava di spread e di paura del domani, i fessi hanno abboccato all'amo ed hanno pagato di tasca propria con i risparmi, i beni immobili sono crollati di prezzo consentendone l'acquisto agli speculatori, le banche hanno aumentato i costi di gestione ed hanno cavalcato l'onda della paura imponendo la loro politica del prestito, la politica ha tirato i remi in barca non volendo alcuna responsabilità soggettiva delle sciagure in corso di realizzazione.
L'impresa e la produzione hanno subito rallentamenti, a danno dei piccoli imprenditori che sono stati spazzati via e degli operai che sono stati messi alla gogna quali fannulloni e viziati.
Il sistema pensionistico è stato corretto per avere numeri di proiezione accettabili, ma non annullando le superpensioni da ventimila euro al mese e le liquidazioni milionarie, bensì spostando la data di pensionamento di persone che a cinquant'anni ancora attendono un contratto di lavoro accettabile che consenta di avere una vera pensione con il sistema contributivo, e che probabilmente saranno tutte inserite nella politica del welfare tra pochi decenni.
Ed i grandi sprechi? i vergognosi finanziamenti ai partiti? le provincie? la scuola? la politica assitenziale a favore dei deboli? la responsabilità civile dei magistrati? le corporazioni e le caste degli ordini professionali? le leggi in materia di conflitto di interesse? la riduzione dei parlamentari? la cessazione delle supercollaborazioni esterne? il controllo e relativo taglio delle spese pubbliche? i paletti di spesa pubblica che Tremonti voleva imporre agli enti locali spreconi? la revisione dello strumento sindacale che è diventato troppo potente ed asservito ai partiti politici?
.....SILENZIO TOTALE.....
L'anno inizia con una crisi da apocalisse e finisce con uno spread traballante a 280, giusto qualche ora prima della fine della cura. Ma ci credono davvero così coglioni?
Ora il futuro è nelle mani di manager privarti senza scrupoli che, dopo aver fatto fallire tutto quanto potevano distruggere nelle loro aziende, puntano sulla carriera politica in quanto l'unica dove non è prevista responsabilità patrimoniale in caso di disastro.
Altresì è nelle mani di vecchi politici assettati di poltrona ed incarichi, mastini dei finanziamenti pubblici e della prepotenza, che con una faccia tosta sostengono di poter ricostruire ciò che hanno fatto crollare per ingordigia.
Facce di bronzo con etichette di destra, sinistra e centro, abituate alla ribalta dei media e abili pifferai di nostalgici credenti di sistemi totalitari già storicamente fallimentari. Poi ampio spazio alle correnti religiose, sia interne cavalcate dai vizi vaticani in nome di dio, o d'importazione in nome del nuovo dio che avanza, ma sempre poco democratiche e molto teocratiche.
In ultima la speranza per il paese che cambia, ex funzionari di giustizia che hanno finora avuto una vita strapagata all'insegna della spavalderia della propria onnipotenza, e che ora rivendicano di diritto azioni politiche prima effettuate quale giustizia sovrana.
Ed in ultimissima il popolo dei giullari e degli acrobati da strada, che in presenza di un vuoto incolmabile che si manifesta nel buco nero di materia insulsa della politica di professione, si propone quale nuovo governatore in nome e per conto del popolo. E paiono anche credibili quando in Sicilia portano una rivoluzione peggio di Roberspierre che fa tremare mafie e governi locali, ma appaiono in fondo come il maiale Napoleone della celebre “Fattoria” di Horwell.
Allora che dire? Buon 2013, lunga vita e viva l'Italia di Mazzini e di Garibaldi!

sabato 8 dicembre 2012

Berlusconi is dead by Bauhaus

Non credo siano molti a ricordare questo brano dei Bauhaus, io ci sono praticamente cresciuto, ascoltandolo assieme ai Joy Division ed a tutto quel filone dark anni '80.
Questo brano ovviamente è dedicato al rientro del Presidente, andate in rete a cercarvi il testo se siete più curiosi. AHAHAH


Animal farm - GRILLO & CASELEGGIO

Mentre leggevo i risultati della fantozziana votazione in rete per le primarie del "Movimento 5 stelle", come al solito mi è tornato in mente il classico maiale Napoleone. Devo dire che oramai le similitudini diventano sempre più imbarazzanti per il movimento del comico genovese, che vuole eliminare il tiranno fattore per poter ricostruire un mondo ...come dice lui! chissà se Orwell aveva previsto questo plagio tutto italiano.

venerdì 23 novembre 2012

anche i choosy hanno le palle!


Altro che ragazza choosy, questa studentessa ha due palle da fare invidia ai maschietti presenti! Chi può dire che racconta bugie? 
La sua, è un'analisi abbastanza schietta del mondo universitario italiano contemporaneo, con i laureati di serie "A" che passano dal Politecnico, dalla Normale, dalla Luisse, dalla Bocconi, che ovviamente possono permettersi le rette fantasmagoriche che comporta frequentare tali corsi di studi, e probabilmente saranno presto inseriti negli organici delle aziende primarie che foraggiano tali università. 
Dall'altra parte i lauretai delle Università di periferia, quelli da seicento euro al mese in un call center, quelli che si laureano in istituti dove regnano i baroni che non passano un esame se non condividi la loro corte, distribuendo una cultura medioevale e portando in discussione tematiche scientifiche magari superate da decenni, ma ancora tristemente custodita nei libri del barone di turno.
Ovviamente mi dissocio da quelle rivendicazioni di battaglia urbana, e diffendo l'operato di chi tutela l'ordine pubblico quando questi si trovano di fronte non studenti incazzati, ma teppisti ed anarchici che hanno il solo intento di sfasciare fisicamente il sistema.

domenica 11 novembre 2012

Primavere arabe e Rivoluzioni SPA

tratto da http://www.disinformazione.it/ 

Nel gennaio 2011 nell’Africa settentrionale e nel Medio Oriente hanno cominciato a diffondersi a tappeto delle ribellioni “spontanee” e “locali” che sarebbero poi esplose nella cosiddetta Primavera Araba. Questo è quello che ci hanno fatto credere.
Ci sono voluti diversi mesi perché la verità venisse a galla, e cioè che dietro le sollevazioni popolari e libere si celava la lunga mano uksraeliana (Inghilterra, Usa e Israele).
Il New York Times ad aprile dello stesso anno ha dovuto intitolare: “Gruppi americani hanno favorito la diffusione della Primavera Araba”.
Chi sono questi gruppi e qual è il loro gioco?
Tanto per citarne qualcuno: “Otpor!” in Serbia e in altri paesi, il “Movimento Giovanile 6 aprile” in Egitto, il “Centro per i Diritti Umani” del Bahrain, il “Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia”, “Donne sotto assedio” in Siria, “Golos” in Russia, la “Fratellanza Musulmana”, ecc. Questi gruppi hanno ricevuto, finanziamenti dal National Democratic Institute (NDI), dal Freedom House di Washington e addestramento dall’intelligence statunitense (CIA) e britannica (MI5).
Per meglio comprendere qual è il gioco, ad esempio il “Movimento Giovanile 6 aprile” è collegato con il CANVAS (Centro per l’Azione e le Strategie Applicate Non Violente), una ONG (Organizzazione non governativa) chiamata “Otpor!”, creata dal governo americano in Serbia nel 2000 e finanziata dall’Open Society Institute di George Soros, per rovesciare il governo di Slobodan Milosevic. Il CANVAS ha inoltre fornito assistenza ai manifestanti della “Rivoluzione Rosa” in Georgia e a quella “Arancione” in Ucraina.
Chi sceglie i colori delle Rivoluzioni?L’attuale e potentissima élite economico-finanziaria, crea dal nulla organizzazioni non governative di facciata per poter lavorare indisturbato nei paesi che vuole rovesciare.
Esistono, oltre a NDI e Freedom House, altri centri utili a dirottare milioni di dollari dalle casse governative ed esportare la cosiddetta democrazia a stelle e strisce, per esempio il Fondo Nazionale per la Democrazia (National Endowment for Democracy) riceve ogni anno 100 milioni di dollari dal Congresso statunitense.
Vi sono però gruppi che non finanziano, ma creano letteralmente le Primavere e le Rivoluzioni, è il caso dell’International Crisis Group il cui motto ufficiale nel sito è il paradossale e ipocrita “Working to prevent conflict worldwide”, letteralmente: “lavorando per prevenire conflitti nel mondo”.
I nomi di alcuni membri del gruppo possono far comprendere la portata: il Presidente israeliano Simon Peres, il governatore della Banca d’Inghilterra Stanley Fisher, il banchiere-speculatore George Soros della Open Society Institute, gli storici della manipolazione della geopolitica come Zbigniew Brzezinski, Richard Armitage, Samuel Berger e il generale Wesley Clarck, e la nostrana Emma Bonino.
Tra i finanziatori vi sono le peggiori società del pianeta, tra cui le petrolifere BP, Chevron, Shell, Statoil e la società mineraria (platino, diamanti, minerali, ecc.) Anglo American PLC.
Risulta essere molto interessante e indicativo sapere che le società che partecipano attivamente alla distruzione ambientale, energetica e sociale di interi paesi e continenti, fanno parte del gruppo che “lavora per prevenire i conflitti nel mondo”!
Tra tutti i membri, merita un approfondimento a parte l’ebreo ungherese George Soros (il cui vero cognome poi modificato era Schwartz). Soros è il quindicesimo uomo più ricco al mondo, secondo la rivista Forbes, e uno dei maggiori e spietati speculatori planetari.
Membro, tra le altre cose, del Consiglio per le Relazioni con l’Estero (CFR, il governo ombra americano) e del Gruppo Bilderberg, finanziò Solidarnosc, fece crollare sterlina e lira nel 1992, e negli ultimi anni si è dilettato, tramite il suo Open Society Institute, a finanziare le varie Rivoluzioni. La sua collusione è a tal punto evidente che “il premier russo Vladimir Putin per difendere il proprio Paese dalle intromissioni esterne, avrebbe emesso un mandato di cattura nei confronti di Soros, accusato di speculare sul Rublo e di finanziare l'opposizione in vista delle elezioni di marzo” (ASI, Agenzia Stampa Italia).
Putin ha perfettamente ragione, perché c’è sempre Soros dietro le Pussy Riot, il gruppo russo di femministe riottose che, nel nome delle libertà, usano pornografia (atti sessuali di gruppo in luoghi pubblici, una di loro si è perfino fatta filmare in un supermercato mentre s’infilava un pollo dentro la vagina) e blasfemia, il tutto per creare rotture mirate interne all’attuale governo di Mosca.
Le immagini che circolano in Rete non lasciano spazio a dubbi: le ragazze esagitate si fanno fotografare sventolando la bandiera dell’Otpor!

Un'altra istituzione è il Brookings Institution.
Si tratta di un'organizzazione no-profit con sede a Washington, la cui missione è condurre ricerche indipendenti per poi fornire raccomandazioni pratiche su come rafforzare la democrazia americana, promuovere lo sviluppo economico e il benessere sociale, la sicurezza per tutti gli americani, e infine fissare una più aperta e prospera cooperazione internazionale.
E’ completamente sconosciuto, ma il Brookings è il think tank (serbatoio di pensiero) della politica americana, cioè uno dei gruppi più influenti al mondo.
Il Brookings riceve finanziamenti da Fondazioni Carnegie, Rockefeller e Ford, da banche come Goldman Sachs e Banca d’America e da industrie come Lockheed Martin (armi e difesa), Exxon, Boeing, General Electric, Alcoa, Nike, Gruppo Carlyle, Duke Energy, PepsiCo, At&T.
Il comitato è composto da dirigenti d'azienda, illustri accademici, funzionari governativi ed ex leader. E’ così influente questo gruppo che l’attuale embargo economico all’Iran è opera loro. Nello studio pubblicato nel 2009 dal titolo: “Quale strada verso la Persia?”, il Brookings ha esaminato attentamente le modalità con cui l’amministrazione statunitense possa influenzare il cambio di regime a Teheran, e il suggerimento, poi reso operativo, è stato di costringere il paese a penalizzanti sanzioni economiche. La realtà è che le analisi e le soluzioni fornite dal gruppo, vengono poi messe in atto dai camerieri dei banchieri: i politici.
Fa tutto parte - spiega Flynt Leverett, ex ufficiale del Consiglio di Sicurezza Nazionale sotto Bush - di  una campagna di provocazione, finalizzata ad aumentare la pressione sull’Iran. L’idea è che a un certo punto gli iraniani risponderanno e allora l’Amministrazione avrà il pretesto per colpirli”.
Stanno cercando la scusante mediatica (armi nucleari o una risposta militare) per poi intervenire e rovesciare il regime.

Problema à Reazione à Soluzione

La Soluzione è il cambio di regime nei paesi considerati dall’élite il Male assoluto: Siria e Iran per esempio, il tutto per instaurare delle dittature militari e/o governi fantoccio filoccidentali; il Problema è creare divisioni e dissidi attraverso organizzazioni e la stampa, scontri armati, omicidi e stragi grazie a mercenari e spie, facendo poi cadere la colpa sul governo di turno, al fine di innescare la Reazione emotiva violenta delle persone.
Allora può intervenire l’esercito salvatore del Messia, lo zio Tom, che con missili intelligenti, bombe a grappolo, al fosforo, all’uranio impoverito, bombe nucleari tattiche e sporche può riportare la Pace e l’Armonia, tanto implorata dalla miserabile e stremata popolazione.
Non ricorda qualcosa di già visto?
Il ruolo della CIACosa c’entra la CIA in tutto questo?
L’Agenzia di intelligence più famosa al mondo, grazie ai film propaganda di Hollywood, mette lo zampino da oltre sessant’anni in tutte le guerre, attentati, colpi di stato e Rivoluzioni.
Secondo la Commissione investigativa del senatore statunitense Church, la CIA avrebbe organizzato oltre 3000 operazioni maggiori e 10.000 operazioni minori che hanno provocato la morte di più di 6 milioni di persone.
Quando c’è qualcosa di illegale, i servizi segreti hanno sempre la mani in pasta.
Con i fondi neri che derivano dall’esportazione illegale di droga e armi, le intelligence finanziano gruppi armati, li addestrano e li preparano per i vari scenari globali.
Qualche esempio? Negli anni Ottanta i mujaheddin, quando combattevano in Afghanistan contro il nemico russo, erano dipinti, dalla cricca massonica CIA & Hollywood, come eroi e combattenti per le libertà. Venivano definiti come la “resistenza afghana”, e la loro guerra decennale è stata finanziata segretamente dall’intelligence.
Proprio dalla CIA-mujaheddin nasce al-Qaeda, che non è il nome di un gruppo terroristico, ma il nome di un database (o meglio “la base”) con tutti i nomi dei mujaheddin e trafficanti internazionali di armi utilizzato da CIA e dai regnanti sauditi. Per essere più precisi, si trattava di due file: “Q eidat il-Maaloomaat” e “Q eidat i-Taaleemaat”, tenuti in un unico file “Q eidat ilmu'ti'aat”, abbreviato dagli arabi in al-Qaeda, che in arabo significa la base.
Da allora la base, al-Qaeda, ha continuato a ricevere segretamente supporto dalle varie intelligence ed è stata utilizzata nei vari scenari: nel 2000 in Serbia (Esercito di Liberazione del Kosovo) fino ai nostri giorni, nella infinita e dissanguante “Guerra al terrorismo”.
Al-Qaeda era un database che è diventato uno strumento militare pronto per essere usato quando serve.
L’élite ha sempre avuto la necessità di mantenere attiva la paura di qualsiasi genere.
Il nemico è utilissimo perché da una parte permette di guadagnare migliaia di miliardi di dollari per le spese militari, di sicurezza e difesa, dall’altra occupare i media e distrarre l’attenzione del grande pubblico e infine, far passare leggi repressive, antiliberali e antidemocratiche.
Prima si faceva tutto questo grazie alla Russia e alla Guerra Fredda, ora, dopo la caduta del muro di Berlino, hanno dovuto creare dal nulla un altro nemico, uno molto più subdolo, invisibile e feroce: il terrorismo.
Il terrorismo diretto e indiretto oggi viene utilizzato in qualsiasi situazione: è il classico nemico-amico camaleontico, adattabile e funzionale al Sistema. Apparentemente è un nemico quando uccide civili inermi (attentati, stragi, 11 settembre 2001, ecc.), ma diventa utile quando permette l’intervento militare successivo (Afghanistan, Iraq, ecc.).
L’invenzione dell’Asse del MaleIl 2 marzo 2007 il generale Wesley Clarck in una intervista a Amy Goodman, ha spiegato che l’amministrazione Bush aveva programmato di “far fuori” sette paesi dell’Asse del Male: Iraq, Libano, Somalia, Libia, Siria e Iran.
L’agenda dell’élite, a prescindere dai vari burattini (Bush, Obama e gli altri), è stata portata avanti in maniera sistematica, ad eccezione dell’ultima roccaforte: l’Iran. Tutti gli altri paesi, chi più chi meno, sono stati “liberati” e “occidentalizzati”.
L’ultimo paese sovrano ad eccezione dell’Iran, è la Siria che è sempre stata anche nella “lista nera” di Israele: è l’ultimo Stato arabo indipendente, secolarizzato e multietnico in Medio Oriente, fedele alleato dell’ex Persia e quindi un ostacolo per l’egemonia israeliana sulla regione.
Una verità molto scomoda è che tutti i governi arabi che rifiutano di sottomettersi al dominio occidental-israeliano vengono tormentati con attentati e destabilizzati di continuo, fino a essere costretti, se vogliono sopravvivere, a sviluppare un apparato di sicurezza che risulta totalitario. A questo punto, quando fa loro più comodo, le potenze occidentali e Israele possono evidenziare, con toni accusatori, la mancanza di “libertà” all’interno delle nazioni prese di mira e avviare il processo di rovesciamento. Viene per così dire, guardata la pagliuzza nell’occhio degli altri, ma non la trave nei propri.
Come nasce una Rivoluzione colorata?Ogni Rivoluzione che si rispetti, ha un nome e un colore diversi: Rivoluzione di Velluto in Cecoslovacchia, Rivoluzione del 5 maggio in Serbia, delle Rose in Georgia, dei Tulipani in Kirghizistan, dei Cedri in Libano, Arancione in Ucraina, Zafferano in Myanmar, Verde in Iran e Viola in Italia.
Colori e nomi a parte, dietro c’è sempre lo stesso artista e il medesimo motto: Divide et Impera.
Prendendo spunto dall’ultima strategia di gioco messa in atto in Siria, ecco una breve panoramica che ben descrive però quello che realmente è successo. Tale modello è lo stesso messo in atto anche negli altri paesi.
Prima viene fondata una o più ONG, Organizzazione non-governativa, per creare un clima di protesta nel paese preso di mira; alcuni provocatori ben pagati organizzano manifestazioni di piazza, per poi sparare sulla folla allo scopo di alimentare le violenze; creare e pubblicare in Rete video artefatti che danno l’illusione della repressione da parte del governo; si procede con l’invasione delle città di confine con forze speciali e squadroni della morte; si fomenta la guerra civile e si fabbricano i pretesti per un intervento militare dell’ONU o della NATO; il socialismo arabo e il governo popolare viene rimpiazzato da un governo fantoccio nelle mani dei banchieri di Wall Street e della City di Londra. Infine le multinazionali firmano i contratti miliardari per la “ricostruzione“ e la “sicurezza”.
In questo modo distruggono dall’interno un paese sovrano, sostituiscono i legittimi governanti mettendo al loro posto un governo fantoccio totalmente controllato, depredano le risorse del sottosuolo (minerali, metalli, petrolio, gas, acqua, ecc.), e infine, ricostruiscono dalle macerie, guadagnandoci migliaia di miliardi di dollari.
Esportare la democrazia, è la scusa ufficiale per cancellare dalle carte geografiche tutti i governi indipendenti e sovrani, che potrebbero essere da esempio ad altri, mettendo a rischio il controllo globale, e dall’altra parte, l’intervento militar-industriale serve per accaparrarsi le risorse energetiche e/o minerarie.
Pochi sanno che il Regno Unito ha investito ben 500 milioni di dollari nell’intervento della Nato in Libia, e non certo per liberare la popolazione da una dittatura pluridecennale. Secondo il Dipartimento del Commercio e degli Investimenti i contratti per la ricostruzione del paese (sanità, educazione, elettricità e risorse idriche) ammontano a più di 300 miliardi di dollari.
La guerra e la successiva ricostruzione fa diventare ricchissimi, visto che il rapporto è 1:600, cioè investi 1 dollaro e ne porti a casa 600.
La strategia è perfetta e soprattutto ben oliata.
La “Rivoluzione siriana”, i media e le false flagLa rivoluzione è iniziata nel marzo 2011, quando sono scoppiati i primi scontri armati, ma è stata concepita molto tempo prima…
Questa rivoluzione è la copia carbone della maggior parte dei “cambi di regime” incoraggiati e fomentati dalla CIA: mercenari, sicari (vedere uno dei nostri precedenti articoli dal titolo “Il sicario dell’economia”), squadroni della morte pagati centinaia di migliaia di dollari per accendere la miccia, il tutto seguito da una campagna di bombardamento al momento opportuno.
Esattamente quello che è accaduto in Libia, con britannici e israeliani che hanno coordinato le loro risorse e condiviso le dotazioni di combattenti mercenari di al-Qaeda reclutati.
In Libia e Siria, i cecchini e i criminali che hanno sparato sulla folla e sulla polizia, erano soldati mercenari pagati per farlo.
I media mainstream totalmente allineati, alterano e modificano sistematicamente le notizie per farci credere quello che l’élite vuole che noi crediamo: a sparare sulla folla sono stati i militari siriani  o libici.
Inventare atrocità mai commesse è uno dei mezzi più antichi ed efficaci per ottenere il supporto ad una guerra. Un esempio di questa strategia sono le notizie che accusavano Muammar Gheddafi di avere colpito dei pacifici dimostranti con aerei da combattimento, facendo una strage e uccidendo più di 6000 civili, il doppio delle Torri Gemelle. Queste notizie sono state il pretesto per l’espulsione del governo libico dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e per realizzare i crimini contro l’umanità verificatisi successivamente in Libia.
Non stupisce sapere che una delle fonti di queste gravissime accuse è la Lega Libica per i Diritti Umani, che riceve sovvenzioni direttamente dal Dipartimento di Stato americano...
L’esercito russo ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che la zona dove sarebbe avvenuta la strage è monitorata costantemente dallo spazio con i loro satelliti, e nessun attacco ha mai avuto luogo! Avete sentito questa notizia? Non è mai avvenuta quella strage, quindi i media occidentali hanno riportato notizie false, inventate di sana pianta.
Le false flag o false bandiere, sono esattamente la strategia contraria: un attentato o una strage realmente accaduta, viene addebitata a qualcun altro. L’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 è la pietra miliare delle false flag: l’auto-attentato è stato artatamente addebitato a dei talebani, diventati per l’occasione piloti provetti di Boeing.
I giornalisti embedden continuano ancora oggi, dopo ben 11 anni, a riportare la versione ufficiale, quella cioè politicamente corretta: i cattivi sono stati i talebani, mentre i buoni sono gli americani.

mercoledì 26 settembre 2012

La chimica dei fornelli

Per tutti gli appassionati della cucina che, come il sottoscritto, amano stare ai fornelli a creare e sperimentare ricette e metodi di preparazione, invito a visionare i video presenti in rete a cura del Dott. Dario BRESSANINI. Ovviamente la cosa diventa interessante per chi vuole capire cosa avviene nelle padelle, il perché un cibo modifica le sua caratteristiche messo alla fiamma o unito ad altri componenti, e così via .....


venerdì 7 settembre 2012

il "Nuovo Movimento" di Beppe Grillo

...che dire? questi sono solo gli albori del nuovo che spiazza!!!
che tristezza :-)

Il popolo degli HUNTZA

da www.disinformazione.it

Con questo articolo completo la tematica iniziata tramite l’articolo “Digiuno terapeutico, nutrimento per l’anima”
Tempo fa iniziai una ricerca sul popolo più longevo al mondo e scoprii dati molto interessanti.
E’ il popolo degli Huntza: questa popalazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..
Vivono al confine nord del Pakistan all’ interno di una valle sulla catena Himalayana e sono la popolazione in assoluto più longeva della terra.
La nostra èlite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre. Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza mendica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità. Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni. Chiaramente per riuscire a concepire a tale età, il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.
Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.
Digiuno e prodotti vegetali
Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”.   L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.
Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e avevano numerosi gli alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.
Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.
Un Hunza può andare camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.
Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.
Il digiuno nel mondo animale
Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’ approvvigionamento di cibo sufficiente. Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro perso ritorna normale. I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori. Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.
Acqua alcalina
L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo fu la composizione dell’ acqua. Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali. L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il ph rimane più stabile. Per quanto riguarda l’alimentazione ho già evidenziato che l’unico frutto a mantenere il ph umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.
Oggi il territorio degli Huntza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.
Conclusioni
Ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente:
“Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”…
“Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”…
“Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”…
“Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, ecc…
“Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera” ……….
Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette?
Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in termpo”?
E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso?
Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.

domenica 26 agosto 2012

This must be the place



Ho visto recentemente il film "This must be place" di Paolo Sorrentino, premettendo che attendevo la visione di questo film curioso di vedere cosa mai fosse stato Sean Penn che scimiottava un Robert Smith in versione edulcorata alla Boy George e straffatto quanto Iggy Pop. 
Il film è stato divertente, anche se su SKY leggevo nelle info "film drammatico", ma tirando le somme è stato un film intriso di banalità a luoghi comuni. Diciamo che la prima fase girata in Irlanda ha avuto il suo spessore esistenziale, anche se per certi versi ogni tanto sapeva della soap su quel gran ciarlatano di Ozzy Osbourne.
La seconda fase del film, quella ambientata negli States, è stata una vera delusione, un easy rider fatto male con un olocausto che ci stava quanto l'ananas nella pizza napoletana!
Mi sono piaciute le location, ottima la fotografia che era chiaramente di alto livello, straordinario Sean Penn con una recitazione che ha saputo dare anima ad un personaggio così complesso quale una rock star sofferente di rimorso e dotata di un maturo senso di autocritica, sorretta da una improbabile moglie pompiere.
Altro pezzo forte della serata è stato lui, David Byrne. Che effetto strano vederlo brizzolato nella sua solita mimica teatrale post moderna, ma poi ho ricordato ....cazzo pure io adesso ho i capelli bianchi!
Allora mi sono rincuorato, ho chiuso gli occhi e mi sono assaporato una versione da studio di "This must be the place" dei Talking Heads, andando indietro di parecchi mi sono ritrovato sul mio letto a girare e rigirare sul radioregistratore la cassetta di "Stop Making Sense".....

...eccovi this must be the place






venerdì 10 agosto 2012

Due chiacchere tra ignoranti


Alcuni giorni fa, mentre ascoltavo in autovettura una delle mie radio preferite che suonano principalmente jazz e soul, mi sono imbattuto in un'intervista ad un locale fotografo che veniva coinvolto in un programma di attualità.
Il programma era iniziato da tempo, credo di avere sentito meno della metà dell'intervista, durante la quale questo fotografo era considerato “un uomo di cultura” capace di esprimere un parere sullo stato della città, e più in generale sulla società contemporanea.
Mi ha colpito subito il solito e logorroico riferimento agli anni della politica italiana in cui il capo del governo era Berlusconi, per quanto siano pareri espressi in piena libertà, la solita solfa sulla carenza di libertà di stampa e pensiero, la voglia di riscatto dopo il male assoluto rappresentato da B. e la preoccupazione che il suo elettorato non sia ancora del tutto sparito. Ritengo che una persona che si patenta uomo di cultura debba per rispetto al titolo vantato avere argomento più concreti, più tecnici e scientificamente o filosoficamente sostenibili, rispetto alle solite battute del bunga bunga.
Ma l'intervista proseguiva su vari settori, principalmente dell'arte e della comunicazione nelle sue varie espressioni, dove tutto veniva sempre additato per il male a B., e per il bene all'anti B.
Il discorso è poi passato ai nuovi mezzi di comunicazione di massa, social forum e blog vari, dove veniva contestato il permesso a tutti di esprimere opinioni su arte e politica, dimenticando che le due cose non sono coltivabili e gestibili da tutti, l'uomo della strada in pratica secondo la tesi espressa non avrebbe competenza per parlare a livello “culturale” delle due cose. Il sapiente si è anche vantato di avere di proposito bloccato l'opzione commenti al proprio blog, per evitare inutili commenti di persone che non comprendono i suoi pensieri (che tristezza, immaginate un quadro di Raffaello con la tenda nera sollevabile dai soli studenti d'arte!!).
Allora mi incazzo! Ma come, hai appena detto che B. era un censore, e poi parli di controllo delle opinioni? Peraltro facendo una grande confusione tra opinione e recensione, se le due cose possono essere così riassunte.
Infatti si contestava alle persone comuni di parlare a vanvera di cultura nei social forum. Che grande confusione! Come se si potesse mettere dei filtri ai discorsi fatti dalle persone (di qualsiasi titolo sociale e scolastico) con metodi da polizia Cecoslovacca. Queste sono opinioni liberamente espresse in un modello democratico, passibili di querela quando offensive, ma comunque opinioni. Ben diverso è parlare di cultura in un contesto accademico, dove cambia completamente il contesto e la validazione dei discorsi e delle tesi rappresentate. Dove non basta dire “sono uno di cultura” ma il peso dell'opinione è dato dalla storia del relatore (studi, testi scritti, esperienza) e dalla sua credibilità e capacità di comunicazione. Questo è un contesto culturale, dove peraltro anche l'ascoltatore è normalmente preparato ad accogliere tali informazioni.
Questi imbecilli confondo opinioni con contesti culturali, e poi si patentano esperti in chissà cosa. Inoltre, in merito alla politica, contestavano a B. di avere portato le veline al Palazzo del potere, macchiandone le pareti sacre dove il politico era sempre stato un uomo creato dai partiti e non dalla platea popolare. E mi incazzo ancora!! Ma chi lo dice? Il politico è espressione del popolo, la gestione partitocratica è una corrosione ed una distorsione della volontà popolare. Chiunque può essere un politico, se ne ha capacità e competenza, e sopratutto se capisce il volere della gente ed il limite tra potere ed abuso di potere.
Evviva la libertà ma sopratutto evviva la competenza, parola sempre più rara in un popolo della domenica al bar, dove tutti sono allenatori e professori.

mercoledì 11 luglio 2012

rave party free tour


Cazzeggiavo su YouTube e ho visto vari video con tema i rave,  nulla di nuovo nel club degli imbecilli, ma che tristezza vedere giovani che si sfondano il cervello nel nulla più assoluto. Ho scelto ad esempio questi due video "girati" in Italia, con una cozzaglia di svalvolati, completamente fatti di qualsiasi tipo di droga, intrappolati nel loro spazio di evasione che si realizza in aree di abbandono e solitudine.
Mi ricordano gli adolescenti descritti da Milan Kundera, dove il soggetto era per rispetto della citazione di tutt'altro spessore, che apparivano senza passato e senza futuro, in quello stato di totale solitudine dato dal presente angosciante e insormontabile.
Qui manca passato e futuro, esiste solo un presente da mettere sulla graticola arroventata dello sballo assoluto,  il solo limite anche qui è la morte, la solita sfida verso la fine estrema. 
La dipendenza dall'eccesso, il lavoro precario per assicurarsi la mobilità tra un party e l'altro, la risolutezza alle regole della società, ma di pari passo la totale dipendenza da essa con telefoni internet e tutte le altre droghe tecnologiche da essa fabbricate. In fondo sono degli sfortunati, nati in un mondo consumistico dove tutto ha scadenza entro trenta giorni, acomprese le emozioni che vanno sempre aggiornate con un una nuova app da scaricare chi sa dove, viziati da genitori incapaci ed assenti, logorati da flash emozionali da bere come una Red Bull!

giovedì 28 giugno 2012

Pirandello


Oggi ricorre l'anniversario della nascita di Luigi Pirandello, artista immenso, autore di scritti e romanzi che hanno cavalcato quel sentiero della cultura immortale della ricerca interiore, della conoscenza del proprio Io, delle arti e dei mestieri della vita. Ho "conosciuto" Pirandello passando per le mie letture giovanili in cui Hesse dominava, due grandi artisti a cui devo il piacere di una certa rinascita dal sonno della persona che nulla vuole sapere.
Due illuminati alla ricerca della perfezione che solo il Grande Architetto possiede, due sentieri da seguire per la ricerca della propria via verso se stessi, e verso il mondo infinito. 
Sia ringraziata la tua nascita, Luigi.

martedì 26 giugno 2012

Roma caput mundi



La settimana scorsa, per lavoro, sono stato a Roma e avendo finito prima del previsto le riunioni a cui partecipavo, ho optato per un giro in centro tra i vacanzieri. Inutile narrare la sindrome di Stendhal nello stare in luoghi dove è cresciuta la civiltà, dove tantissime opere si mantengono ancora in piedi nonostante il tempo. Avendo vissuto per un po di tempo a Roma, alcuni fenomeni tipici di sfruttamento del popolo di turisti mi erano già noti, altri si sono evoluti, certi li avevo dimenticati.
Comunque è stato interessante stare ad osservare la gente che seguiva dei solchi sulla strada fatti da una miriade di trappole cattura gente, tutti a seguire lo stesso flusso umano ed a percorrere le stesse vie del centro, nessuno che provasse a saltare lo steccato magari di una viuzza un poco più stretta o meno illuminata.
La gente è strana, spende capitali per arrivare in città da varie parti del mondo, e poi si accontenta di così poco. Osservavo, anche divertito, questo flusso umano che si auto alimentava e diventa un strampalato modello dello yin e yang che si avvolge su se stesso tra compatori e venditori di inutilità!
Mi ha fatto arrabbiare la solita truffa dell'acqua, con le bottigliette da 500 ml. vendute allo straordinario prezzo di due euro. Consapevoli del mercato certo, con una potente organizzazione logistica che ti fa avere l'qcqua sempre fresca in strada a temperature di 40° C., tanti extracomunitari sono posizionati in zone critiche a vendere l'acqua al prezzo superiore della benzina (della benzina !!!!!), roba da vergognarsi. Dove sono i controlli comunali, le autorità politiche e di pubblica sicurezza che fanno?
Tutti dovrebbero sapere che l'acquedotto romano offre acqua potabile, buona e fresca, in molte fontanine pubbliche. Ed allora coma mai nessun cartello indicativo della potabilità o almeno della non potabilità?
Con un amico abbiamo azzardato la teoria del Primo ministro che, intento a fare una nuova tassa, si affacci alla finestra con fare medioevale e, vista la gente che compra l'acqua a quattro euro al litro si rassicuri, perfetto sono ancora spremibili :-)
Ed infine una nota simpatica, a Fontana di trevi assisto alla scena di un ragazzo seduto sul muretto che ogni tanto veniva invitato dalle ragazze che passavano a fare delle fotografie, e lui tanto gentile acconsentiva con grande senso di goduria. All'ennesima coppia di ragazzine mi sono deciso e, avvicinatomi a lui, gli ho chiesto: immagino tu sia una persona famosa, si fermano tutti a reclamare una tua foto, ma sei così importante?
Lui con estrema gentilezza mi ha detto: eh si certo che sono famoso, sono Giuseppe della televisione, ho vinto un'edizione di AMICI.
Per rispetto anche della giovane età, dopo avere ringraziato, mi giro e scoppio in una risata incontenibile.
Bravo Giuseppe! hai fatto la fine delle bottigliette d'acqua di Roma.

sabato 23 giugno 2012

La guerra di Tripoli



Alla fine la verità trionfa sempre!

Leggo su Wikipedia <<..col termine verità (in latino veritas e in greco αλήϑεια) si indicano una varietà di significati, che esprimono un senso di accordo con la realtà, e sono in genere collegati col concetto di onestà, buona fede e sincerità..>> 
Allora alla fine cosa è successo a Tripoli nel 2011? chi erano i buoni e chi i cattivi? Come al solito sarà impossibile rispondere, tranne con la verità del giornalista di cronaca, ovvero: oggi dieci morti loro e due nostri, ieri due loro e dieci nostri...

sabato 9 giugno 2012

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA - Il motore segreto della nostra società di consumo

Eccellente documentario sulla capacità del mondo consumistico di creare illusioni e bisogni materiali in cui tutti caschiamo quotidianamente. NON PERDETELO.


giovedì 7 giugno 2012

Corvi in Vaticano? ...al massimo quaglie! "Sua Santità" di Gianluigi Nuzzi

 
Uno degli argomenti che sempre mi ha appassionato è il Vaticano. Non solo come luogo simbolico di una chiesa millenaria e centro di emanazione di una dottrina che raggiunge tutto il pianeta, e che ha creato quel periodo buio per tutto il mondo chiamato medioevo, prima del risveglio illuminista.
Mi riferisco allo Stato del vaticano S.p.A. - quello groviglio di logge e stanze, di report e appunti, di dichiarazioni e silenzi, che sa dosarsi ed equilibrarsi a tal punto da resistere a tutti gli scandali ed a tutte le guerre. Quello Stato più impenetrabile di una roccaforte militare, basato su regole ferree che poco hanno a che fare con una religione, ma molto sanno di regime totalitario.
Per secoli questo governo, che riesce a dettare regolamenti internazionali, spacciati per interpretazioni dogmatiche (niente di strano essendo il governo di una delle principali religioni al mondo), ha saputo intrattenere rapporti ed intrecciare affari e malaffari nella più assoluta tranquillità, salvato da una censura ed una compiacenza ineccepibile.
I tempi però cambiano, siamo nel periodo di Wekileaks e dello spionaggio fai da te, dove i romantici infiltrati clandestini, abili nel rubare segreti e rovesciare regimi, sono stati soppiantati dai ribelli neerds che dal loro computer domestico aprono casseforti multimediali inespugnabili, accedono a nodi di comunicazione ed intercettano cablaggi criptati.
Ed in questo contesto neo-anarchico da spionaggio post moderno, anche quel servizio di intelligence rinomato per la precisione, acquirente delle migliori apparecchiature cifranti e dei più sofisticati algoritmi di cifratura ha avuto le sue castagne da togliere dal fuoco.
Qualcosa nel tempo è filtrato fuori dalle mura vaticane, ma la solidità di un self control tipicamente cardinalizio ha sempre saputo arginare le fughe di notizie, i libri scandalo e le varie attivazioni dissacratorie o rivelatorie.
Ed arriviamo al 2012, si parte con una serie di articoli sulla stampa, di uscite semiserie di preti schierati pro-Santità o pro-rinnovamento, si instaura un diabolico sottobosco di segreti di pulcinella e di scoop semiseri per portare all'uscita del libro “Sua Santità” di NUZZI.
E qui salta fuori la spi-story vaticana. Questa volta nessun metodo Wekileaks o introduzioni di esperti in stanze sensibili, meno che mai cimici e intercettazioni ambientali, la fonte coltivata per settimane, autentica cascata di fotocopie o racconti in presa diretta, è un interno nome in codice Maria (sembrerebbe sia un maggiordomo con accesso diretto alle stanze ed al carteggio papale).
Roba da rapina del secolo, bravissimo NUZZI ed il suo staff!
Fino a qui la cosa è interessante, carina per chi apprezza le location di spie, poliziotti ed il bravo giornalista. La bruttura è quando si va a leggere il libro, momento in cui ti cascano le .....
Nulla da dire sullo straordinario lavoro giornalistico che, con effetto di scacco al re, esce in stampa in un periodo già tropppo pesante per le cronache italiane. Altrettanto geniale il puzzle meticoloso che si capisce si sia dovuto afrontare per concatenare fatti verifiche ed intuizioni.
Purtroppo alla fine dalla lettura emerge la solita solfa di un gruppo di cardinali che si scannano a vicenda, corrotti e corruttori, in una sfrenata corsa per qualche poltrona o titolo onorifico. Traspare una triste famiglia di alti prelati che poco ha a che fare con quel Cristo appeso in croce a patire il dolore.
Vediamo dei mortali individui che predicano fede e vivono nel fiele.
Alla fine fuoriesce un popolo di quaglie anziché di corvi, ingabbiate nella loro egocentricità e nella loro apatia verso il cambiamento ed il rinnovamento. Il materiale portato dalla "fonte Maria" è davvero eccezionale, il danno sulla sicurezza del Vaticano è paralizzante, ma il risultato finale è mortificante (non certo sconvolgente per un ateo come me), ovvero il solito inciuccio clericale all'italiana SIG!