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domenica 26 luglio 2009

La tomba dell'informazione


Oramai i vettori classici dell'informazione stanno perdendo spazio, superati dai nuovi meccanismi di trasmissione che passano per la rete ed i cellulari. Sono le nuove aree di aggregazione, ed in queste ogni sito ofre un rilancio (link) o una finestra dedicata all'informazione.
A premessa, considero il sovrafollamento di news pressante ed invadente nei confronti dell'utente. Se è vero che diventa sempre più difficile conoscere il nome del nuovo vicino di casa, appare strano che poi diventiamo voraci consumatori di notizie che ci portano a sapere cosa ha mangiato a cena il Ministro Coreano oppure le varianti dell'indice della Borsa di New York (in un mondo di precari!).
Uso di proposito la parola "voraci", perchè l'informazione è diventata simile ad un alimento, viene confezionata su misura per persone golose, con colori attraenti e scatole lucicanti, venduta in tutte le piazze della rete e della telefonia mobile.
Essere informati non è più un'occasione di accedere alla conoscenza delle storie dei popoli e delle terre, ma è una esigenza di conoscere per commentare, un modo per dire io partecipo all'evento, benchè ignaro del contesto socio-politico-culturale che lo ha determinato. In sintesi conosciamo il numero delle vittime del conflitto in SRI LANKA ma non abbiamo idea di dove questo stato sia collocato, e la cosa non ci interessa minimanente!!
Sintomatico e deplorevole il fatto che le notizie siano commentate e votate, ogni testata giornalistica giornalmente redige la classifica delle notizie più gradite, e conserva i commenti di piazza offerti dalla gente, spesso delle sintesi di stupidità, banalità e disinformazione.
Il mestiere di giornalista dovrebbe essere ben diverso di quella persona che scarica le notizie dalle grosse agenzie, sulla base del gradimento dei suoi lettori e del suo datore di lavoro, così da meritare a fine giornata un bel "primo in classifica" per il giudizio dei voraci consumatori di spazzatura.
Le notizie non vengono più verificate, sono date in pasto alle masse senza certificazione. Le opinioni diventano notizie, con il geniale racconto in terza persona, distante dallo scrittore e dal lettore. Osservate in quanti articoli il giornalista si espone parlando in prima persona (ho visto ... ho sentito... ho letto...), quasi nessuno.
E gli utenti, affetti da bulimia cronica, in cerca di continue giustificazioni alla propria noia e frustrazioni, ingorgitano pagine su pagine di fesserie e strafalcioni giornalistici.
Leggete con distacco le notizie, leggete più testate e su diversi ambienti (carta stampata, libri, rete, radio etc.), ragionate sulla base delle vostre considerazioni, possibilmente verificando con approfondimenti su luoghi e genti. Solo così si potrà partecipare senza essere banali.

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