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il mio blog è come la mia casa, chi vi entra sa di poter trovare accoglienza e conforto, ma con la spada vigile che protegge dal male.

venerdì 15 luglio 2011

Villa Certosa eletta Tempio del Grande Architetto



"LIBERO" del 15 luglio 2011
L'ultima su Silvio Berlusconi? E' un occultista. Non è una barzelletta, ma lo "scoop" del Fatto Quotidiano di giovedì basato sulle foto esclusive da Villa Certosa, in Sardegna. Secondo la giornalista Elena Rosselli il diabolico Cavaliere ha edificato quella casa ispirandosi a una simbologia "erotico-massonica". Il giornale di Marco Travaglio ha una fonte privilegiata: gli scatti "rubati" del solito Antonello Zappadu, che sostiene di aver ricevuto da un anonimo nella sua mail, tra il 2008 e il 2009, circa 800 scatti di Villa Certosa che svelano, anche negli interni, la sua vera identità di tempio massonico-scopereccio.

Mappa misteriosa - Come scrive Giordano Tedoldi su Libero in edicola oggi, venerdì 15 luglio, col trucco della denuncia per presunti abusivismi alla Procura di Tempio Pausania le ha fatte circolare e una quarantina di queste foto sono finite al Fatto (che però finora ha pubblicato solo quelle accessibili a tutti da Google Earth) che vengono descritte con sacro orrore dalla temeraria cronista. "Primo scatto: una sorta di gazebo a pianta ottagonale sormontato da una sfera", "collocato esattamente al centro dell'orto botanico, un giardino la cui pianta, ha scritto l'Espresso, "ricalca esattamente quello del mitico tempio di Re Salomone". Silvio infatti è sempre stato sospettosamente filo-israeliano, ora sappiamo perché. Il Fatto, però, non si accontenta. Parla di un "buco rosso" che nasconde un "unico immobile" diviso in più stanze in cui spicca una stanza dal soffitto che "riproduce la volta celeste", come nella Basilica di San Lorenzo a Firenze, nota sede di sabba demoniaci. Ma a mandare un brivido sulla schiena, sottolinea Tedoldi, è il fatto che il soffitto affrescato è retto da "otto colonne distanziate tra loro" (come si sa, in genere le colonne stanno tutte attaccate) tra le quali trovano spazio "dodici nicchie".

Diamo i numeri - Otto colonne, dodici nicchie e altrettante grandi ampolle affiancate ognuna da una bottiglia più piccola, per un totale di 26 anfore. Il Fatto dà i numeri e li spaccia per cabala. E ancora: "quaranta sedie […] con i loro schienali a forma di corpo umano stilizzato" che "sembrano sagome umane in legno". Tutto questo testimonierebbe, secondo la Rosselli, "l'antica passione del premier per l'occulto". E viene ricordato, commenta Tedoldi, il libro preferito di Berlusconi, "L'elogio della Follia" dell'umanista Erasmo da Rotterdam, ritenuto dal pool di storici del Fatto uno dei fondatori della massoneria, ma di cui stranamente non s'invoca il sequestro di tutte le opere presso la Procura di Rotterdam, insieme a quelle di Mozart e tutti quegli sciagurati massoni antropomorfi. Insomma le foto "paiono confermare quello che numerosi osservatori hanno sempre sempre [sic] su Villa La Certosa, ossia che Berlusconi – e con lui l'architetto Gianni Gamondi - abbiano sin dall'inizio concepito la residenza sarda come un luogo iniziatico". La migliore risposta al durissimo... affondo del Fatto? Qualcuno dei 200 commenti arrivati al sito web del quotidiano manettaro: "Questo articolo è uno dei più insulsi che abbia mai letto, sembra Novella 2000".

"IL FATTO QUOTIDIANO" del 14 luglio 2011

La denuncia arriva dal fotoreporter Antonello Zappadu che ha presentato un esposto alla procura di Tempio Pausania per un presunto abuso edilizio. Come prova dell'accusa, l'uomo ha depositato centinaia di foto che testimonierebbero l'esistenza di un bunker sotterraneo. Ilfattoquotidiano.it ha potuto vedere alcune immagini. Cosa emerge? Un miscuglio di elementi che si richiamano all'occultismo, ma soprattutto letti, divani e vasche che fanno pensare a un'alcova

Uno degli scatti di Zappadu a Villa La Certosa pubblicati da El Pais nel giugno del 2009
Primo scatto: una sorta di gazebo a pianta ottagonale sormontato da una sfera. Secondo scatto: quaranta sedie antropomorfe allineate su due file parallele in un giardino. Terzo scatto: le stesse sedie, con i loro schienali a forma di corpo umano stilizzato, poste intorno a un tavolo circolare in mezzo al quale si scorgono altre sedie dello stesso tipo che cicondano a loro volta un pozzo ricoperto di mosaici. Il tutto in un ambiente chiuso, forse un sotterraneo, con mura come sorrette da colonne. Quarto scatto: dodici ampolle con misteriose scritte latineggianti appoggiate su una serie di nicchie. E poi ancora tante altre foto che sembrano raccontare i segreti (erotici e iniziatici) di villa La Certosa, il buen retiro sardo dove il premier, Silvio Berlusconi, si è rifugiato senza dire una parola anche lo scorso fine settimana, mentre in Italia e in tutta Europa cominciava a spirare forte il vento della crisi delle borse. Ambienti da sogno, o da incubo. Una sorta di via di mezzo tra un club per scambisti (si vedono pure un letto, un divano a forma di bocca e una grande vasca per idromassaggi di gruppo), e un tempio pagano.

Eccole le immagini che venerdì 8 luglio il fotoreporter Antonello Zappadu ha presentato alla procura di Tempio Pausania per denunciare quello che a suo avviso è un nuovo, presunto, abuso edilizio nella residenza del premier in Costa Smeralda. Foto che ilfattoquotidiano.it ha potuto in parte esaminare: una quarantina di scatti, selezionati tra gli 800 che Zappadu sostiene di aver ricevuto in forma anonima all’indirizzo elettronico della “Ecoprensa” di Bogotà, l’agenzia fotografica di cui è socio, tra il 2008 e il 2009. Fotogrammi che riprendono l’ormai celebre orto botanico, ma che soprattutto mostrano gli interni di un immobile sottostante dai dettagli sconcertanti.

Una sorta di bunker ricco di elementi architettonici che fanno tornare alla memoria la grande passione di Berlusconi per la simbologia o meglio, per la massoneria. Una passione nata negli anni Settanta, quando il futuro premier si iscrive alla Loggia P2 con la tessera n° 1816 e viene iniziato, stando ai racconti del Venerabile Maestro, Licio Gelli, “con la cerimonia della spada”.

Ma andiamo con ordine. Cosa si vede esattamente nelle fotografie esaminate dal fattoquotidiano.it (ve ne sono altre che a detta di Zappadu raffigurando il tunnel sotterraneo che porta al mare e una serie di animali esotici, ndr)? Innanzitutto una voragine nel terreno del parco accanto al campo da calcio. Poi tre immagini che mostrano un grande gazebo a pianta ottagonale collocato esattamente al centro dell’orto botanico, un giardino la cui pianta, ha scritto l’Espresso, ricalca esattamente quella del mitico Tempio di Re Salomone. Ma ecco che in una delle foto, un cerchio rosso evidenzia l’esistenza di un buco, evidentemente la voragine vista in precedenza, ma questa volta dall’alto. E cosa contiene questo buco? La risposta, secondo l’esposto presentato ai pm da Zappadu, è nella serie di immagini seguenti.

Sono scatti di interni, presumibilmente di un unico immobile suddiviso in più spazi in cui la stanza principale, sottostante al gazebo (o tempio?), presenta la stessa pianta. Il soffitto che riproduce la volta celeste (ma che può cambiare colore diventando rosa o amaranto) è retto da otto colonne distanziate tra loro da pareti in cui trovano spazio dodici nicchie. E’ ancora un’altra foto a mostrare cosa riempe le nicchie: dodici ampolle grandi affiancate ognuna da due bottiglie più piccole per un totale di 26 “anfore”. Sopra a ognuna, una scritta indicante il contenuto: “Ilior albor”, “Alter semper”, “Ribomia”, “Lini Seminu” e altre parole non facilmente leggibili.

Ma le sorprese non finiscono qui. Perché le quaranta sedie antropomorfe (sembrano sagome umane in legno), che vediamo prima in una foto esterna del giardino in fila parallela, vengono mostrate in un altro scatto all’interno del tempio intorno a un tavolo circolare. E al centro, come in un sistema di cerchi concentrici, un pozzo ornato con un mosaico color oro e azzurro acceso.

Insomma, le foto mostrano un ambiente bizzarro, ricco di elementi simbolici, legati all’antica passione del premier per l’occulto e il simbolismo. Una passione mai del tutto abbandonata. Basti pensare i vertici del Biscione per anni sono stati soliti ritrovarsi assieme a Berlusconi per delle letture in comune de “L’Elogio della Follia” di Erasmo da Rotterdam, il teologo e umanista olandese considerato tra i firmatari della Carta di Colonia del 1535, un discusso manoscritto che testimonierebbe l’esistenza della massoneria fin dal xv secolo.

Le foto paiono confermare quello che numerosi osservatori hanno sempre sempre su Villa La Certosa, ossia che Berlusconi – e con lui l’architetto Gianni Gamondi - abbiano sin dall’inizio concepito la residenza sarda come un luogo iniziatico. Anche se i simboli appaiono mescolati alla rinfusa e ben oltre il limite del kitsch.

La prova evidente di questa mescolanza tra sacro e profano sta in un altro gruppo di foto che ilfattoquotidiano.it ha potuto vedere. Foto da cui emerge una profonda attenzione per l’elemento erotico, per il doppiosenso a sfondo sessuale. Perché le colonne, la volta celeste, le sedie e le ampolle possono far pensare alla volontà del costruttore di edificare una sorta di Tempio. Ma i colori (rosa shocking, azzurro elettrico, giallo-oro), i tubi fluorescenti che ornano il pavimento come a voler accompagnare l’avventore in un ipotetico percorso, ma soprattutto il divano a forma di labbra con davanti la proiezione di un rettangolo luminoso azzurro elettrico (non quello disegnato da Salvador Dalì in onore della bocca carnosa di Mae West, formosa pin-up degli anni Trenta, celebre per le sue curve), il grande letto matrimoniale fucsia sormontato da quindici cuscini di varie dimensioni e colori e la piscina mosaicata con sirenetta disegnata sul fondo, richiamano alla mente una della tante suite a tema di quel motel nel pavese, a pochi chilometri dalla A1, dove le stanze hanno nomi esotici ed evocativi – ‘Amazzonia’, ‘Antigua’, ‘Costa Careyes’, ma anche ‘Alcova’, ‘Notte araba’, ‘Cupido’ – e la prenotazione avviene a ore. O, il privè di una discoteca brianzola.

A villa La Certosa, del resto, il ricchissimo presidente del Consiglio non si è fatto mancare niente. Finora chi aveva visitato il suo buon retiro aveva parlato di una serie di opere degne di un sultano arabo talmente numerose da essere quasi impossibili da elencare. In villa, per esempio, ci sono una grande piscina a forma di palma con acqua di mare circondata dalla collezione di cactus e di piante grasse; un lago artificiale con tanto di isoletta al centro; un’Agorà, ossia il polo architettonico dove attorno al pozzo di pietra, a raggiera, si slanciano dodici dolmen; una collinetta artificiale (detta “dei pensieri”) con gli ulivi secolari finita nel mirino della magistratura nel 2006; un parco di 600 mila metri quadrati con un teatro finto greco-romano per le esibizioni di Apicella; una statua in simil bronzo che raffigura un cavallo con il volto di donna proteso verso il cielo; un finto vulcano in grado di eruttare. Più otto pezzi di meteorite tratti da un esemplare più grande caduto in India nel 2003 e che ora, nella loro nuova forma, costituiscono il fulcro di quella che Berlusconi chiama la “Piazza dell’altro mondo”, dove i megaliti venuti dallo spazio svettano al centro di uno spiazzo circolare uno accanto all’altro, con forme che possono sembrare falliche, ma che in realtà dovrebbbero richiamare le cosiddette ‘uova cosmiche’.

Adesso però la dimora sarda del Cavaliere, equiparta per legge alle residenze di Stato e per questo protetta (a spese dei contribuenti) da frotte di carabinieri, si arrichisce dei sotterranei del “Tempio di Salomone”.

Insomma, dopo 30 anni, Silvio Berlusconi, nel frattempo diventato presidente del Consiglio, non ha dimenticato l’antico amore per l’esoterismo. E nelle sue abitazioni, da Villa San Martino ad Arcore (sede del celeberrimo mausoleo disegnato dallo scultore Piero Cascella) a Villa La Certosa in Sardegna, continua a contornarsi di triangoli, sfere e piramidi, e poi ancora compassi e squadre, tradizionali simboli massonici. Ma anche di elementi molto poco mistici e tanto “Bunga bunga”. Perché attorno al tavolo circolare, seduti su quelle sedie antropomorfe, più che i “Liberi muratori”, è più facile immaginare le ospiti delle “cene eleganti”. Magari impegnate nell’ormai celebre rito del bacio alla statua di Priapo.

Commento: direi che l'articolo apparso su Il Fatto appare una smisurata analisi del nulla, un voler a tutti i costi pestare l'acqua per incurvarne l'orizzonte, degno dei peggiori blog gossipari di quart'ordine, che provoca in Libero l'errore di non perde occasione per "difendere" Silvio da ogni sboccacciato. Avrei preferito un ulteriore pezzo, magari di cultura, piuttosto che rilanciare le cavolate apparse sul "due strati di morbidezza" di Marco T.

martedì 12 luglio 2011

Bimba come un cane E' solo il triste simbolo di un’Italia incapace...

Questo articolo di cronaca è apparso sul "Il Giornale" del giorno 10 luglio 2011, racconta di una Italia che nessuno vorrebbe sentire, sotto casa nostra, coinvolge persone che potrebbero essere nostri vicini di casa oppure colleghi, .....ogni commento appare sterile di fronte a quanto narrato di seguito!

Bimba come un cane E' solo il triste simbolo di un’Italia incapace...

Il magistrato si è arreso. Ha fallito anche lui. La bimba, nove anni, non sa ancora parlare. E non può sporgere denuncia. Senza denuncia non si possono perseguire i genitori per il reato di abbandono di minori. Dunque, ha deciso il pm della Procura di Bari Angela Borea, archiviamo. Mancano le prove. Mancano i capi d’imputazione e gli indagati. A giorni si pronuncerà il giudice per le indagini preliminari. E si aspetta, ancora increduli. Intanto un fatto è certo: l’archiviazione sarebbe la certificazione definitiva del fallimento, un’autodenuncia d’impotenza del sistema giudiziario. Dei magistrati. Ma nella raccapricciante storia che ha per protagonista una disgraziata famiglia del quartiere Carrassi di Bari, il fallimento del tribunale è solo l’ultimo in ordine di tempo. Prima del magistrato, infatti, hanno fallito assistenti sociali, psicologi e maestri. Una débâcle senz’appello di tutte le istituzioni dello Stato: scuola, servizi sociali, magistratura. Il fallimento di un’intera comunità. Solo così si spiega la storia di degrado e abbandono che stiamo per raccontarvi. Una storia raggelante. Rimasta confinata in ambito locale e venuta alla ribalta dei media nazionali solo ora che il Pm della Procura di Bari ha deciso per l’archiviazione. Perché si sa, quando manca il delittaccio che sfruculia morbosità e audience, telecamere e reporter non si scomodano. Una storia incredibile nell’Italia del Terzo millennio, che è un atto d’accusa contro tutte le istituzioni. E, in un certo senso, contro tutti noi senza troppe distinzioni, che queste istituzioni abbiamo prodotto.

Ora la bambina ha nove anni, vive in una casa famiglia, va a scuola e mangia seduta a tavola. Ma anche adesso, come quando fu trovata nell’ottobre del 2009, non sa parlare. Si esprime a gesti. Mima la violenza subita. Chissà per quanto tempo e da chi. Sono i suoi stessi genitori a dare l’allarme. Non trovano più la loro figlia, pensano sia scappata. Chiamano il 112 e il 113. Il papà, 57 anni, è invalido civile, disoccupato e privo di reddito. La mamma, 46 anni, ha problemi psichici e una piccola pensione con la quale non riesce a mantenere la famiglia. Quando arrivano gli uomini del Pronto intervento sono costretti ad avviare le ricerche a lume di candela perché la luce elettrica è stata tagliata causa morosità.

I genitori non sanno descrivere la figlia, né ricordano che abiti indossi. Alla fine la bimba viene trovata dentro un armadio. Addormentata vicino al suo cagnolino. In mezzo a escrementi, materassi sporchi, avanzi di rifiuti. Ma lo scenario si fa ancora più sconvolgente quando gli uomini del 113 cercano di farsi raccontare i fatti. La bambina non parla. Abbaia. Si comporta come il suo cane, l’essere vivente che le è stato più vicino. Anche lei mangia da una ciotola posata sul pavimento. Non è difficile immaginare lo sconcerto che avrà colpito i soccorritori. Mentre è inspiegabile il comportamento degli addetti ai servizi sociali e d’igiene mentale che già assistevano la famiglia con visite qundicinali nell’appartamento dei Carrassi. Possibile non si fossero accorti di nulla? E se sì, perché non hanno tolto la bambina ai genitori? Ci vorranno delle risposte su questo. E si attendono risposte anche dall’istituzione scolastica. Aveva contezza dell’esistenza di questa bambina? Si è mai accorta della sua assenza? È successo a Bari, una delle città più moderne del Mezzogiorno. Non nella campagna sottoproletaria di Avetrana.
Dopo il ritrovamento la bambina è stata ricoverata in ospedale per sospetta scabbia e pidocchi.

Infine affidata a una casa famiglia, dove vive tuttora. Ma dove ancora non ha imparato ad articolare le parole.

Secondo le indagini avrebbe anche subito abusi sessuali. Ma sebbene mimi quei gesti e s’intuiscano riferimenti sessuali, non c’è modo di dimostrare la violenza perché mancano le lesioni che possano provarla. È per questo che, con atteggiamento pilatesco, la Procura di Bari ha deciso di gettare la spugna. Vedremo se il gip metterà il timbro sul fallimento. «Davanti a ciò che la bambina ha patito non devono esistere limitazioni o prescrizioni di sorta» intima Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori. Che suggerisce: «Se la piccolina è incapace di esprimersi, il caso rimanga comunque aperto, in attesa che possa essere messa in condizioni di rendere intelligibile la propria esposizione» ha concluso. Prima di chiedere l’intervento di Napolitano nelle sue funzioni di presidente del Csm.



leggi su:
http://www.ilgiornale.it/interni/la_bimba_ridotta_come_cane_simbolo_unitalia_incapace/11-07-2011/articolo-id=534312-page=0-comments=1

oppure leggi:
http://www.scribd.com/doc/3880208/Ragazzo-selvaggio-dellAveyron

domenica 5 giugno 2011

CAPAREZZA - Goodbye mhuusica!







Nell'attuale panorama musicale italiano Caparezza si trova almeno dieci spanne sopra gli altri, e questi video ne sono una bella prova. Il suo stile radical-eccentrico-intellettuale (ahahah boh?!) si basa su una controfisicità in cui il messaggio trasmesso è davanti all'artista, in cui le parole sono la spada e l'artista il fodero. Il suo stile mi ricorda il giullare di corte medioevale, che stante il suo ruolo comico e la sua ampia capacità artistica poteva permettersi di pigliare per il culo il re senza avere la testa mozzata. Questa è la vera satira, irrispetosa quanto dissacrante e allegra, non ti ordina cosa capire ...semplicemente di dice dove guardare!

giovedì 2 giugno 2011

Un anno scolastico ...sprecato!

Siamo finalmente arrivati a giugno, l'estate si avvicina mentre il freddo inverno è già un ricordo, si appendono nell'armadio cappotti e sciarpe, si calzano pantaloncini e magliette colorate. Occhiali da sole ed un goccio di protezione solare e poi tutti in spiaggia. A riposare!
Mia figlia è felicissima, fra poco le vacanze dopo un intenso anno scolastico, e pensare che l'anno prossimo deve iniziare la scuola primaria al termine della scuola dell'infanzia. Un anno di transito, quindi.
Ma facciamo i conti, intenso? se mi metto a fare un poco di conti, questa è la somma dell'anno scolastico di mia figlia:
  1. gran parte delle voci costituenti il famoso POF non sono state rispettate, si è iniziato con le lezioni dopo un mese, adesso il corpo docenti cerca di farle finire ai primi di giugno (e quindi -2 mesi!);
  2. quasi nessuna ora di laboratorio, manipolazione, attività motoria, sport etc.
  3. meno di sei ore di inglese in un anno, nessuna di informatica;
  4. la famosa educazione alimentare fatta ai bambini, si traduceva in bambini abbandonati per almeno un'ora durante la consumazione del pranzo, questo ha comportato la sofferta decisione di cambiarle l'orario dal mese di marzo di modo che mangiasse a casa con noi - tale evento ha comportato che la bambina ha reimparato a stare a tavola, si alimenta normalmente, è meno nervosa, ha l'energia necessaria per fare attività sportiva in privato alla sera;
  5. gran parte dei venerdì oppure le giornate feriali incastrate tra feste ed eventi sono state sacrificate per sua maestà lo sciopero, alla fine le giornate di sciopero hanno inciso notevolmente sulle giornate di lezione - capisco e non condivido le ragioni dei lavoratori della scuola, ma per me che pago le tasse questo è stato solamente interruzione di pubblico servizio, con l'aggravante che il servizio è stato negato a dei bambini;
  6. incontri della scuola con i genitori stretti al minimo di legge, mai attività congiunte tra docenti alunni e famiglie;
  7. una sola una attività extra scolastica nel corso di un anno, peraltro della durata di due ore;
  8. continue lamentele in tono prosaico dei docenti ad ogni tentativo di dialogo;
  9. dirigenza scolastica in posizione di divinità mistica, si sa che esistono per fede ma nessuno gli ha mai visti - personalmente ci ho parlato una sola volta per appuntamento con il risultato che il "dialogo collaborativo" definito nelle leggi di fatto si è svolto seguendo una comunicazione tipo magistato-imputato (io il secondo), nonostante sia stato io a chiedere l'audizione per un variazione all'orario scolastico della bambina (vedi para. 4);
  10. materiale didattico, acqua, merendine e scottex a totale carico delle famiglie su pressante richiesta del corpo docente - attività peraltro vietata dai regolamenti MIUR;
  11. la preparazione per la lettura e la scrittura è stata seguita da mia moglie, per sopperire alle carenze scolastiche;
  12. dal mese di marzo abbiamo introdotto nell'educazione della bambina cartoni animati tematici presi dal pacchetto SKY, con il risultato che ha imparato tante più cose dai cartoni che dalla mera lezione scolastica priva di criticità e spirito di osservazione.
Direi che dodici punti bastano a descrivere il rammarico, e sopratutto l'inadempienza del sistema scuola verso l'utente alunno/famiglia. Quali siano le colpe del collasso formativo è pura materia metafisica di cui si può parlare per ore, ma di efficaccia pari alla definizione del sesso degli angeli.
La responsabilità è globale, coinvolge tutti gli operatori e funzionari del mondo scolastico, gli enti locali, ed in larga parte le famiglie che si accontentano, vuoi per ignoranza che per pigrizia.
Uno Stato che non sa investire sui propri figli è uno Stato che non ha futuro, è un sistema che fa seccare i rami freschi dell'albero che daranno i nuovi frutti, lasciando la legna marcia e logorata.