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domenica 11 novembre 2012

Primavere arabe e Rivoluzioni SPA

tratto da http://www.disinformazione.it/ 

Nel gennaio 2011 nell’Africa settentrionale e nel Medio Oriente hanno cominciato a diffondersi a tappeto delle ribellioni “spontanee” e “locali” che sarebbero poi esplose nella cosiddetta Primavera Araba. Questo è quello che ci hanno fatto credere.
Ci sono voluti diversi mesi perché la verità venisse a galla, e cioè che dietro le sollevazioni popolari e libere si celava la lunga mano uksraeliana (Inghilterra, Usa e Israele).
Il New York Times ad aprile dello stesso anno ha dovuto intitolare: “Gruppi americani hanno favorito la diffusione della Primavera Araba”.
Chi sono questi gruppi e qual è il loro gioco?
Tanto per citarne qualcuno: “Otpor!” in Serbia e in altri paesi, il “Movimento Giovanile 6 aprile” in Egitto, il “Centro per i Diritti Umani” del Bahrain, il “Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia”, “Donne sotto assedio” in Siria, “Golos” in Russia, la “Fratellanza Musulmana”, ecc. Questi gruppi hanno ricevuto, finanziamenti dal National Democratic Institute (NDI), dal Freedom House di Washington e addestramento dall’intelligence statunitense (CIA) e britannica (MI5).
Per meglio comprendere qual è il gioco, ad esempio il “Movimento Giovanile 6 aprile” è collegato con il CANVAS (Centro per l’Azione e le Strategie Applicate Non Violente), una ONG (Organizzazione non governativa) chiamata “Otpor!”, creata dal governo americano in Serbia nel 2000 e finanziata dall’Open Society Institute di George Soros, per rovesciare il governo di Slobodan Milosevic. Il CANVAS ha inoltre fornito assistenza ai manifestanti della “Rivoluzione Rosa” in Georgia e a quella “Arancione” in Ucraina.
Chi sceglie i colori delle Rivoluzioni?L’attuale e potentissima élite economico-finanziaria, crea dal nulla organizzazioni non governative di facciata per poter lavorare indisturbato nei paesi che vuole rovesciare.
Esistono, oltre a NDI e Freedom House, altri centri utili a dirottare milioni di dollari dalle casse governative ed esportare la cosiddetta democrazia a stelle e strisce, per esempio il Fondo Nazionale per la Democrazia (National Endowment for Democracy) riceve ogni anno 100 milioni di dollari dal Congresso statunitense.
Vi sono però gruppi che non finanziano, ma creano letteralmente le Primavere e le Rivoluzioni, è il caso dell’International Crisis Group il cui motto ufficiale nel sito è il paradossale e ipocrita “Working to prevent conflict worldwide”, letteralmente: “lavorando per prevenire conflitti nel mondo”.
I nomi di alcuni membri del gruppo possono far comprendere la portata: il Presidente israeliano Simon Peres, il governatore della Banca d’Inghilterra Stanley Fisher, il banchiere-speculatore George Soros della Open Society Institute, gli storici della manipolazione della geopolitica come Zbigniew Brzezinski, Richard Armitage, Samuel Berger e il generale Wesley Clarck, e la nostrana Emma Bonino.
Tra i finanziatori vi sono le peggiori società del pianeta, tra cui le petrolifere BP, Chevron, Shell, Statoil e la società mineraria (platino, diamanti, minerali, ecc.) Anglo American PLC.
Risulta essere molto interessante e indicativo sapere che le società che partecipano attivamente alla distruzione ambientale, energetica e sociale di interi paesi e continenti, fanno parte del gruppo che “lavora per prevenire i conflitti nel mondo”!
Tra tutti i membri, merita un approfondimento a parte l’ebreo ungherese George Soros (il cui vero cognome poi modificato era Schwartz). Soros è il quindicesimo uomo più ricco al mondo, secondo la rivista Forbes, e uno dei maggiori e spietati speculatori planetari.
Membro, tra le altre cose, del Consiglio per le Relazioni con l’Estero (CFR, il governo ombra americano) e del Gruppo Bilderberg, finanziò Solidarnosc, fece crollare sterlina e lira nel 1992, e negli ultimi anni si è dilettato, tramite il suo Open Society Institute, a finanziare le varie Rivoluzioni. La sua collusione è a tal punto evidente che “il premier russo Vladimir Putin per difendere il proprio Paese dalle intromissioni esterne, avrebbe emesso un mandato di cattura nei confronti di Soros, accusato di speculare sul Rublo e di finanziare l'opposizione in vista delle elezioni di marzo” (ASI, Agenzia Stampa Italia).
Putin ha perfettamente ragione, perché c’è sempre Soros dietro le Pussy Riot, il gruppo russo di femministe riottose che, nel nome delle libertà, usano pornografia (atti sessuali di gruppo in luoghi pubblici, una di loro si è perfino fatta filmare in un supermercato mentre s’infilava un pollo dentro la vagina) e blasfemia, il tutto per creare rotture mirate interne all’attuale governo di Mosca.
Le immagini che circolano in Rete non lasciano spazio a dubbi: le ragazze esagitate si fanno fotografare sventolando la bandiera dell’Otpor!…

Un'altra istituzione è il Brookings Institution.
Si tratta di un'organizzazione no-profit con sede a Washington, la cui missione è condurre ricerche indipendenti per poi fornire raccomandazioni pratiche su come rafforzare la democrazia americana, promuovere lo sviluppo economico e il benessere sociale, la sicurezza per tutti gli americani, e infine fissare una più aperta e prospera cooperazione internazionale.
E’ completamente sconosciuto, ma il Brookings è il think tank (serbatoio di pensiero) della politica americana, cioè uno dei gruppi più influenti al mondo.
Il Brookings riceve finanziamenti da Fondazioni Carnegie, Rockefeller e Ford, da banche come Goldman Sachs e Banca d’America e da industrie come Lockheed Martin (armi e difesa), Exxon, Boeing, General Electric, Alcoa, Nike, Gruppo Carlyle, Duke Energy, PepsiCo, At&T.
Il comitato è composto da dirigenti d'azienda, illustri accademici, funzionari governativi ed ex leader. E’ così influente questo gruppo che l’attuale embargo economico all’Iran è opera loro. Nello studio pubblicato nel 2009 dal titolo: “Quale strada verso la Persia?”, il Brookings ha esaminato attentamente le modalità con cui l’amministrazione statunitense possa influenzare il cambio di regime a Teheran, e il suggerimento, poi reso operativo, è stato di costringere il paese a penalizzanti sanzioni economiche. La realtà è che le analisi e le soluzioni fornite dal gruppo, vengono poi messe in atto dai camerieri dei banchieri: i politici.
“Fa tutto parte - spiega Flynt Leverett, ex ufficiale del Consiglio di Sicurezza Nazionale sotto Bush - di  una campagna di provocazione, finalizzata ad aumentare la pressione sull’Iran. L’idea è che a un certo punto gli iraniani risponderanno e allora l’Amministrazione avrà il pretesto per colpirli”.
Stanno cercando la scusante mediatica (armi nucleari o una risposta militare) per poi intervenire e rovesciare il regime.

Problema à Reazione à Soluzione

La Soluzione è il cambio di regime nei paesi considerati dall’élite il Male assoluto: Siria e Iran per esempio, il tutto per instaurare delle dittature militari e/o governi fantoccio filoccidentali; il Problema è creare divisioni e dissidi attraverso organizzazioni e la stampa, scontri armati, omicidi e stragi grazie a mercenari e spie, facendo poi cadere la colpa sul governo di turno, al fine di innescare la Reazione emotiva violenta delle persone.
Allora può intervenire l’esercito salvatore del Messia, lo zio Tom, che con missili intelligenti, bombe a grappolo, al fosforo, all’uranio impoverito, bombe nucleari tattiche e sporche può riportare la Pace e l’Armonia, tanto implorata dalla miserabile e stremata popolazione.
Non ricorda qualcosa di già visto?
Il ruolo della CIACosa c’entra la CIA in tutto questo?
L’Agenzia di intelligence più famosa al mondo, grazie ai film propaganda di Hollywood, mette lo zampino da oltre sessant’anni in tutte le guerre, attentati, colpi di stato e Rivoluzioni.
Secondo la Commissione investigativa del senatore statunitense Church, la CIA avrebbe organizzato oltre 3000 operazioni maggiori e 10.000 operazioni minori che hanno provocato la morte di più di 6 milioni di persone.
Quando c’è qualcosa di illegale, i servizi segreti hanno sempre la mani in pasta.
Con i fondi neri che derivano dall’esportazione illegale di droga e armi, le intelligence finanziano gruppi armati, li addestrano e li preparano per i vari scenari globali.
Qualche esempio? Negli anni Ottanta i mujaheddin, quando combattevano in Afghanistan contro il nemico russo, erano dipinti, dalla cricca massonica CIA & Hollywood, come eroi e combattenti per le libertà. Venivano definiti come la “resistenza afghana”, e la loro guerra decennale è stata finanziata segretamente dall’intelligence.
Proprio dalla CIA-mujaheddin nasce al-Qaeda, che non è il nome di un gruppo terroristico, ma il nome di un database (o meglio “la base”) con tutti i nomi dei mujaheddin e trafficanti internazionali di armi utilizzato da CIA e dai regnanti sauditi. Per essere più precisi, si trattava di due file: “Q eidat il-Maaloomaat” e “Q eidat i-Taaleemaat”, tenuti in un unico file “Q eidat ilmu'ti'aat”, abbreviato dagli arabi in al-Qaeda, che in arabo significa la base.
Da allora la base, al-Qaeda, ha continuato a ricevere segretamente supporto dalle varie intelligence ed è stata utilizzata nei vari scenari: nel 2000 in Serbia (Esercito di Liberazione del Kosovo) fino ai nostri giorni, nella infinita e dissanguante “Guerra al terrorismo”.
Al-Qaeda era un database che è diventato uno strumento militare pronto per essere usato quando serve.
L’élite ha sempre avuto la necessità di mantenere attiva la paura di qualsiasi genere.
Il nemico è utilissimo perché da una parte permette di guadagnare migliaia di miliardi di dollari per le spese militari, di sicurezza e difesa, dall’altra occupare i media e distrarre l’attenzione del grande pubblico e infine, far passare leggi repressive, antiliberali e antidemocratiche.
Prima si faceva tutto questo grazie alla Russia e alla Guerra Fredda, ora, dopo la caduta del muro di Berlino, hanno dovuto creare dal nulla un altro nemico, uno molto più subdolo, invisibile e feroce: il terrorismo.
Il terrorismo diretto e indiretto oggi viene utilizzato in qualsiasi situazione: è il classico nemico-amico camaleontico, adattabile e funzionale al Sistema. Apparentemente è un nemico quando uccide civili inermi (attentati, stragi, 11 settembre 2001, ecc.), ma diventa utile quando permette l’intervento militare successivo (Afghanistan, Iraq, ecc.).
L’invenzione dell’Asse del MaleIl 2 marzo 2007 il generale Wesley Clarck in una intervista a Amy Goodman, ha spiegato che l’amministrazione Bush aveva programmato di “far fuori” sette paesi dell’Asse del Male: Iraq, Libano, Somalia, Libia, Siria e Iran.
L’agenda dell’élite, a prescindere dai vari burattini (Bush, Obama e gli altri), è stata portata avanti in maniera sistematica, ad eccezione dell’ultima roccaforte: l’Iran. Tutti gli altri paesi, chi più chi meno, sono stati “liberati” e “occidentalizzati”.
L’ultimo paese sovrano ad eccezione dell’Iran, è la Siria che è sempre stata anche nella “lista nera” di Israele: è l’ultimo Stato arabo indipendente, secolarizzato e multietnico in Medio Oriente, fedele alleato dell’ex Persia e quindi un ostacolo per l’egemonia israeliana sulla regione.
Una verità molto scomoda è che tutti i governi arabi che rifiutano di sottomettersi al dominio occidental-israeliano vengono tormentati con attentati e destabilizzati di continuo, fino a essere costretti, se vogliono sopravvivere, a sviluppare un apparato di sicurezza che risulta totalitario. A questo punto, quando fa loro più comodo, le potenze occidentali e Israele possono evidenziare, con toni accusatori, la mancanza di “libertà” all’interno delle nazioni prese di mira e avviare il processo di rovesciamento. Viene per così dire, guardata la pagliuzza nell’occhio degli altri, ma non la trave nei propri.
Come nasce una Rivoluzione colorata?Ogni Rivoluzione che si rispetti, ha un nome e un colore diversi: Rivoluzione di Velluto in Cecoslovacchia, Rivoluzione del 5 maggio in Serbia, delle Rose in Georgia, dei Tulipani in Kirghizistan, dei Cedri in Libano, Arancione in Ucraina, Zafferano in Myanmar, Verde in Iran e Viola in Italia.
Colori e nomi a parte, dietro c’è sempre lo stesso artista e il medesimo motto: Divide et Impera.
Prendendo spunto dall’ultima strategia di gioco messa in atto in Siria, ecco una breve panoramica che ben descrive però quello che realmente è successo. Tale modello è lo stesso messo in atto anche negli altri paesi.
Prima viene fondata una o più ONG, Organizzazione non-governativa, per creare un clima di protesta nel paese preso di mira; alcuni provocatori ben pagati organizzano manifestazioni di piazza, per poi sparare sulla folla allo scopo di alimentare le violenze; creare e pubblicare in Rete video artefatti che danno l’illusione della repressione da parte del governo; si procede con l’invasione delle città di confine con forze speciali e squadroni della morte; si fomenta la guerra civile e si fabbricano i pretesti per un intervento militare dell’ONU o della NATO; il socialismo arabo e il governo popolare viene rimpiazzato da un governo fantoccio nelle mani dei banchieri di Wall Street e della City di Londra. Infine le multinazionali firmano i contratti miliardari per la “ricostruzione“ e la “sicurezza”.
In questo modo distruggono dall’interno un paese sovrano, sostituiscono i legittimi governanti mettendo al loro posto un governo fantoccio totalmente controllato, depredano le risorse del sottosuolo (minerali, metalli, petrolio, gas, acqua, ecc.), e infine, ricostruiscono dalle macerie, guadagnandoci migliaia di miliardi di dollari.
Esportare la democrazia, è la scusa ufficiale per cancellare dalle carte geografiche tutti i governi indipendenti e sovrani, che potrebbero essere da esempio ad altri, mettendo a rischio il controllo globale, e dall’altra parte, l’intervento militar-industriale serve per accaparrarsi le risorse energetiche e/o minerarie.
Pochi sanno che il Regno Unito ha investito ben 500 milioni di dollari nell’intervento della Nato in Libia, e non certo per liberare la popolazione da una dittatura pluridecennale. Secondo il Dipartimento del Commercio e degli Investimenti i contratti per la ricostruzione del paese (sanità, educazione, elettricità e risorse idriche) ammontano a più di 300 miliardi di dollari.
La guerra e la successiva ricostruzione fa diventare ricchissimi, visto che il rapporto è 1:600, cioè investi 1 dollaro e ne porti a casa 600.
La strategia è perfetta e soprattutto ben oliata.
La “Rivoluzione siriana”, i media e le false flagLa rivoluzione è iniziata nel marzo 2011, quando sono scoppiati i primi scontri armati, ma è stata concepita molto tempo prima…
Questa rivoluzione è la copia carbone della maggior parte dei “cambi di regime” incoraggiati e fomentati dalla CIA: mercenari, sicari (vedere uno dei nostri precedenti articoli dal titolo “Il sicario dell’economia”), squadroni della morte pagati centinaia di migliaia di dollari per accendere la miccia, il tutto seguito da una campagna di bombardamento al momento opportuno.
Esattamente quello che è accaduto in Libia, con britannici e israeliani che hanno coordinato le loro risorse e condiviso le dotazioni di combattenti mercenari di al-Qaeda reclutati.
In Libia e Siria, i cecchini e i criminali che hanno sparato sulla folla e sulla polizia, erano soldati mercenari pagati per farlo.
I media mainstream totalmente allineati, alterano e modificano sistematicamente le notizie per farci credere quello che l’élite vuole che noi crediamo: a sparare sulla folla sono stati i militari siriani  o libici.
Inventare atrocità mai commesse è uno dei mezzi più antichi ed efficaci per ottenere il supporto ad una guerra. Un esempio di questa strategia sono le notizie che accusavano Muammar Gheddafi di avere colpito dei pacifici dimostranti con aerei da combattimento, facendo una strage e uccidendo più di 6000 civili, il doppio delle Torri Gemelle. Queste notizie sono state il pretesto per l’espulsione del governo libico dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e per realizzare i crimini contro l’umanità verificatisi successivamente in Libia.
Non stupisce sapere che una delle fonti di queste gravissime accuse è la Lega Libica per i Diritti Umani, che riceve sovvenzioni direttamente dal Dipartimento di Stato americano...
L’esercito russo ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che la zona dove sarebbe avvenuta la strage è monitorata costantemente dallo spazio con i loro satelliti, e nessun attacco ha mai avuto luogo! Avete sentito questa notizia? Non è mai avvenuta quella strage, quindi i media occidentali hanno riportato notizie false, inventate di sana pianta.
Le false flag o false bandiere, sono esattamente la strategia contraria: un attentato o una strage realmente accaduta, viene addebitata a qualcun altro. L’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 è la pietra miliare delle false flag: l’auto-attentato è stato artatamente addebitato a dei talebani, diventati per l’occasione piloti provetti di Boeing.
I giornalisti embedden continuano ancora oggi, dopo ben 11 anni, a riportare la versione ufficiale, quella cioè politicamente corretta: i cattivi sono stati i talebani, mentre i buoni sono gli americani.

sabato 16 aprile 2011

L'ondata profuga dei magrebini


In queste ultime settimane le coste italiane, in speciale modo quelle Siciliane che si affacciano in prossimità dell'area magrebina e quelle della Sardegna, sono state nuovamente interessate da un'ondata di sbarchi di profughi provenienti dall'area nord africana.

In ordine a quanto sta succedendo si è consumata in Italia l'ennesima corsa all'idiozia da parte di tutte le forze politiche e sociali, nel disperato tentativo di coniare l'ennesima ipotesi idiota che si adatti ad incolpare chiunque, rivendicando ad altri gli errori ed a se stessi le migliori soluzioni. Insomma come al solito tante persone perdono la buona occasione di fare un commento sereno e ragionato, facendosi coccolare dal pensiero corrotto e media-dominante della massa.

Premetto che per deformazione professionale faccio del dubbio e della curiosità la piattaforma di partenza di qualsiasi ragionamento, quindi raramente mi accontento della facciata delle cose, ma d'istinto ne cerco la profondità.

Tutta l'area magrebina è stata oggetto di sommosse popolari di cui ho già parlato in un precedente post, in cui ho espresso il mio sospetto per una chiara operazione di intelligence internazionale in cui era ben chiaro il lavoro coltivato negli ultimi anni per deporre un classe politica dirigente accusata (giustamente) di essere al potere totalitario da troppo tempo.

I governi “democratici” che per primi sono corsi al via con gli aerei da combattimento, ovviamente, sono anche quelli che maggiormente hanno coltivato e finanziato e sommosse popolari nelle varie fazioni contestatrici, che volevano sovvertire i regimi per instaurare governi più “democratici”.

Ma questa ovviamente e la solita storiella dei fessi, dietro ci sono commesse internazionali che coinvolgeranno grosse aziende e multinazionali, offerte di aiuto che comporteranno schieramenti di corpi diplomatici e studiosi di settore di grosse aziende in terra d'Africa, ed ovviamente le immense riserve petrolifere della Libia.

L'Italia in questo antefatto ha avuto la parte peggiore, perché la nostra Costituzione ed il nostro corpus normativo non è espressamente guerrafondaio (vedi invece Francia e Germania) , inoltre i nostri metodi di politica estera sono tra i più timidi e riflessivi (e per questo ci invidiano e ci ammoniscono), infine teniamo ai conti pubblici da mantenere a livello ed evitiamo guerre inutili.

Ma soprattuto noi quelle grosse commesse le avevamo già avute, senza sparare con i nostri cannoni, ma con l'arte della diplomazia e la lungimiranza della nostra politica estera e la capacità di alcune aziende italiane. Ma di questo pochi italiani hanno capito il reale valore strategico, per alcuni occorreva sparare su Gheddafi solo in quanto amico del Berlusca nazionale!

E dire che la rete di intelligence nazionale rischierata in area magrebina, una delle più attente analiste ed informate, ha capito bene cosa accadeva ed ha prontamente emesso i vari allarmi sull'ondata migratoria che si stava per consumare, con tanto di terroristi infiltrati e di gente scappata dalle carceri.

E che dire di quelle nuove forze aiutate a conquistare i nuovi governi. Sono mercenari e capi tribù finora tenuti in disparte, ex collaboratori di regime e torturatori di professione, generali e politici volta bandiera. Insomma quel che si dice, una nuova e pulita classe dirigente!

Ma ritorniamo ai nostri amati profughi, clandestini, disperati, fuggiaschi, fratelli, etc. Già è difficile trovare una giusta definizione, in quanto non è bel chiaro chi siano e da cosa scappano. La maggior parte sono ragazzi tunisini, di età compresa tra i venti e i trentacinque anni, insomma quella nuova generazione che dovrebbe stare in Tunisia a sostenere il cambiamento epocale, visto che sono loro ad aver vinto ed il dittatore è stato cacciato. Sono ragazzi che hanno esperienze lavorative, molti hanno un titolo di studio, godono di buona salute, vestono con impronta tipica occidentale, sono disinibiti e coraggiosi. A pensarci sono fortemente rappresentativi di quella tipica fascia di età.

E' difficile capire come mai, quando si sta meglio e si può cambiare, loro scappano.

Adesso è ovviamente più facile scappare!

Questi disperati arrivano in Italia con barconi semi distrutti, alimentando il mercato della tratta umana dei clandestini e i guadagni di scafisti e organizzazioni di farabutti. Già, questi ragazzi pagano anche mille euro, per raggiungere Lampedusa da cui poi potranno arrivare in Francia (che non li vuole naturalmente).

Oltre alla spesa elevata data in nero a delinquenti, è da considerare che il viaggio è ad alto rischio, si potrebbe morire affogati, disidratati, sparati o di infezione, e comporta giorni di abbandono in mare aperto.

La cosa più ridicola è che dalla Tunisia, con 138 euro, si può andare direttamente a Genova con la nave Tirrenia, seduti comodamente in poltrona al riparo dal freddo, e poi dalla città prendi il treno per Marsiglia con poche decine di euro. Insomma a fare le cose legalmente si sopravvive e si spende circa il venti per cento della somma data agli scafisti.

Questa è ovviamente la prima stranezza, ma hanno tutti questi soldi da sprecare? Io da ragazzo per risparmiare le studiavo tutte e ci riuscivo.

Andiamo poi a vedere cosa vogliono questi ragazzi: lavoro, fortuna, rivedere i familiari e qualcuno pure la moglie. Anche stavolta tutte normali e condivisibili aspirazioni giovanili, ovvero la voglia di realizzarsi.

Ma se cercano lavoro, che ci fanno in Italia? Qui abbiamo uno tra i più alti tassi di disoccupazione e una alta percentuale di giovani scolarizzati, specializzati in attesa di occupazione. Quindi direi che è il posto peggiore per trovare fortuna a causa di scarsa domanda e forte concorrenza.

Si ma da qui si arriva in Europa, passando nel paese delle contraddizioni, delle leggi inapplicate e del buon samaritano che aspetta che il pellegrino bussi alla sua porta. Sembriamo una stazione della strada per Santiago di Compostela!

Questi hanno capito bene che, a costo di un viaggio maledetto, qui trovano il regno della contraddizione su tutto, dove tutti litigano su tutto e nessuna si preoccupa della soluzione.

L'Europa non li vuole in quanto non graditi, questo è stato chiaro fin da subito, e se non fosse stato chiaro i gendarmi alle frontiere ti rinfrescano le idee e ti rispediscono a suon di ceffoni in terra tricolore. E noi siamo la striscia di terra tricolore tra il passato ed il futuro, siamo il limbo impossibile, dove tutto sommato si sta meglio del passato legato ai normali doveri e responsabilità, sicuramente più restrittivi rispetto al modus italico.

Quale sarà la soluzione? Sicuramente non credo a questi ragazzi che arrivano in massa, con metodi illegali, con atteggiamento spavaldo e strafottente, con i tatuaggi al collo e le sigarette in mano, le scarpe imitazione NIKE e una bottiglia di birra da bere al bar (visto da me ripetutamente!), senza fare nulla, in attesa della cena a gratis fornita dal buon samaritano e la branda per riposare al riparo dal freddo.

Come sempre penso ai classici delle filosofia, e mi viene in mente della storiella del ragazzo che aveva fame, a cui non gli si diedero dei pesci per sfamarsi ma gli insegnarono a pescare nel fiume.